I'M WITH THE PERSONAL COMPUTER FIOM
Tanti anni fa per caso mi è capitato di lavorare per alcuni anni alla fiat prima alla sot (sezione officine telai) ora in disuso, poi all'iveco "sala controllo motori", per fare anche qualche giretto nella linea di montaggio telai e verniciatura. Era il periodo in cui la fiat si consolidava con la lancia ed era in attesa di "fottere" l'alfa romeo. Oggi, come allora, mi sembra che i corsi e ricorsi della storia siano gli stessi. Ora si chiede a noi italiani di fare dei grossi sacrifici per l'indebitamento accumulato...
L'APPELLO
"Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.
Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta and should be supported in every way. The unprecedented attack on the Fiat workers' rights is an attack on the rights of all citizens, since it undermines the fundamental value of democratic freedoms. That's why we feel an urgent need for civil society to demonstrate its solidarity with the more concrete and active Fiom and metal workers: it is the freedom of all. "
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